I dispositivi di protezione individuali devono essere garantiti a tutti i lavoratori dell'Asur

E’ arrivato il momento di dire basta. USB ha deciso, dopo giorni di estenuanti richieste non soddisfatte e dopo ripetute segnalazioni ricevute, di denunciare la grave carenza di mascherine, di camici monouso e di denunciare il razionamento del materiale di protezione al quale è sottoposto il personale impegnato a fronteggiare l’emergenza legata al diffondersi dell’epidemia da Covid 19.

Ancona -

Non solo, USB denuncia anche le deliranti linee guida aziendali, le più disparate ogni giorno dobbiamo preticare. Infatti, a differenza delle dispozioni per tutta la popolazione, dettate dal DPCM dell'11/3/2020, che impone a tutti di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro, quando i Lavoratori entrano nelle STRUTTURE SANITARIE E SOCIO_SANITARIE per svolgere il loro lavoro tutte le norme sembrano decadere. Per i Dipendenti dei Servizi indispensabili a tutta la Popolazione che , per ovvie ragioni non possono avere rispettate alcune condizioni generali, non hanno però, da parte delle Varie Direzioni, neanche la fornitura di adeguati DPI.

INFERMIERI, OSS, AUSILIARI, TECNICI, FISIOTERAPISTI, ETC. vedono di fatto equiparata loro attività a quella cosiddetta “sociale” senza però, per esempio, poter mantenere la distanza di sicurezza interpersonale ad almeno un metro.

INFERMIERI, OSS, AUSILIARI, TECNICI, FISIOTERAPISTI, ETC non possono effettuare il proprio servizio a tale distanza, stare ad almeno un metro dal paziente significa evitare tutta una serie di manovre utili al malato o, al contrario, sottoporsi a un rischio di infezione che è tutt’altro che sociale. Alcune Figure Professionali come i Terapisti non rientrano tra quelle ad altro rischio ad alto rischio, ciononostante non prevedere alcun presidio a loro tutela , rappresenta una colpevole inadempienza da parte delle Aziende. USB ritiene inaccettabili e irricevibili tali comportamenti che espongono una moltitudine di soggetti a rischio di contagio.

L'UNIONE SINDACALE di BASE ritiene altresì inaccettabili le “giustificazioni” che si riferiscono alle difficoltà di approvvigionamento dei Dispositivi, perchè se da una parte è chiara la condizione EMERGENZIALE ad essa, altrettanto chiaramente deve corrispondere una “OFFERTA DI SICUREZZA” dello stsso livello. USB chiede pertanto che venga emanataa una direttiva chiara a tutela dei lavoratori per la fornitura dei DPI. Si è arrivati al paradosso di minacciare i Dipendenti che indossano le mascherine, non avendone, secondo l'Azienda il diritto, di procurato allarme, non aggiugiamo altro. Stessa sitituazione per il personale amministrativo front office e nelle accettazioni radiologiche .

Non è certo superfluo ricordare il particolare momento storico, l'emergenza che dobbiamo, tutti, affrontare, e che l'organizzazione Mondiale della Sanità ha elevato in data 11/03/2020 a PANDEMIA e proprio in una situazione simile ci saremmo aspettati che l'operato della Asur fosse il più rigoroso possibile, nulla lasciando al caso e, soprattutto, facesse sì che tutto il proprio personale nessuno escluso, anche quello, per così dire, non “in prima linea” nella lotta al virus, fosse comunque tutelato e gli fossero garantite quelle condizioni di sicurezza e salute che ci si deve necessariamente attendere dal GRUPPO DIRIGENTE.

A parere dell’ Unione Sindacale di Base, questo non è avvenuto e proprio per questo stiamo valutando se presentare un esposto alla Procura della Repubblica e una denuncia alle Direzioni Provinciali del Lavoro.

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