Sanità. Riuscita Manifestazione del 23 gennaio alla Regione Marche, ottenuto incontro con il Presidente

Ancona -

USB e NurSind insieme a numerosi lavoratrici e lavoratori licenziati e in "scadenza", anche in rappresentanza di tutti i dipendenti dell’AST di Ascoli Piceno, che avranno inevitabili ripercussioni come un aumento dei carichi di lavoro e un rischio clinico già insostenibile.

Hanno partecipato alla manifestazione anche diversi esponenti Politici Regionali e Prov.li,

Carancini vice presidente Commissione Sanità, Anna Casini Consigliere regionale, Francesco Ameli ed altri.

Abbiamo ottenuto un incontro con il Presidente Acquaroli che ha ricevuto una delegazione Nursind Maurizio Pelosi e USB Mauro Giuliani.

Durante l’incontro abbiamo rappresentato al Presidente in Ast AP i seguenti problemi:

I lavoratori precari prorogati sono 173 in totale, di cui 124 sono infermieri e operatori socio-sanitari.

Entro la fine del mese di gennaio, si aggiungeranno alla lista dei LAVORATORI MANDATI A CASA altri 5 dipendenti, di cui 1 OSS, 3 Ausiliari e 1 Fisioterapista.

A fine febbraio, altri 8 lavoratori precari, di cui 7 infermieri e 1 OSS.

Nel mese di marzo, il numero aumenta a 15, di cui 11 OSS, in conformità con quanto indicato nella determina scritta per la ristrutturazione.

Pertanto, chiediamo che venga immediatamente avviata la procedura di stabilizzazione Covid SUBITO, con la pubblicazione della graduatoria per tutti coloro che hanno raggiunto i requisiti necessari, inclusi coloro che sono stati licenziati alla fine del 2023.

Le condizioni di lavoro attuali sono già inaccettabili. I lavoratori continuamente si vedono negare diritti fondamentali, come le ferie e il corretto pagamento delle ore di straordinario, eccetera.

Inoltre, la Corte dei Conti ha evidenziato che la Regione Marche ha speso 12 milioni di euro in meno rispetto al tetto di spesa per il personale, come indicato nella sua relazione.

Ora è inammissibile che vengano ulteriormente sottratte risorse umane alla sanità pubblica, mandando a casa lavoratrici e lavoratori precari.

Sono necessarie, inoltre, nuove assunzioni, da mobilità, concorsi, ecc., per garantire ai cittadini il diritto alla salute attraverso la sanità pubblica.

Basta finanziare il privato, basta perdere posti di lavoro!

Il presidente che era in partenza per Roma, ha ascoltato le nostre rivendicazioni e ci ha chiesto una relazione dettagliata da inviargli a breve per approfondire le problematiche poste alla sua attenzione, con l’auspicio di un incontro a breve.

Pertanto siamo soddisfatti del risultato ottenuto oggi in regione grazie alla mobilitazione delle OOSS NURSIND E USB insieme ai lavoratori.

Senza le dovute risposte continueremo la mobilitazione a tutela dei lavoratori e della sanità pubblica del Piceno.